Biblioteca "Mario Sarro"

(di Domenico D. De Falco)

Annessa alla sede di Avellino della Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio di Salerno e Avellino funziona una piccola biblioteca, omologa a quella di Salerno, che conta tuttavia un numero maggiore di volumi. La Biblioteca della sede di Avellino della BEAP è stata recentemente intitolata a Mario Sarro, con un provvedimento del Soprintendente. Lungi dal voler essere un'operazione di "smarcamento" dalla sede principale di Salerno -ché non esisterebbe alcun presupposto- l'aver intitolato la Biblioteca a Mario Sarro ha avuto l'unico significato di "battezzare" la biblioteca, non fosse altro che per chiamarla con un nome piuttosto che citarla come biblioteca della sede di Avellino della Soprintendenza... Tutto ciò nella convinzione che ciascuna biblioteca, sia essa la grande Biblioteca Nazionale Centrale (qui in Italia, caso unico al mondo, ne abbiamo addirittura due), ovvero la piccola bibliotechina di una Soprintendenza in cui le occupazioni principali non sono i libri, possa aspirare ad una vita significativa e decorosa. In ogni caso i libri sanno sempre rendersi utili, dunque anche la piccola biblioteca della sede staccata di una Soprintendenza ha possibilità e modo di caratterizzare la propria presenza all'interno di un contesto ben più vasto del territorio della città o della provincia.

Per esempio -questo potrebbe far sorridere i bibliotecari- anche la piccola biblioteca della Soprintendenza può credere di essere una "vera" biblioteca, allora non limitarsi ad essere un servizio esclusivo per i colleghi ma aprirsi ad una più vasta utenza. Nel caso della Biblioteca "Mario Sarro" numerosi sono gli opuscoli che sono posseduti in esclusiva e che quindi sono potenzialmente di interesse. Inoltre, si possono offrire dei servizi che sono apprezzatissimi dagli utenti, da tutte le tipologie di utenti, siano cioè studenti, studiosi o ricercatori: il prestito, innanzitutto quello locale dei (pochi) volumi posseduti, ma anche e soprattutto il prestito interbibliotecario, grazie al quale ciò che non è possibile reperire in sede lo si può richiedere ad una delle tante biblioteche italiane che aderiscono ad ILL (Inter Library Loan); questo servizio è gratuito, l'utente finale rimborsa le sole spese del viaggio di andata e ritorno del volume. Inoltre di ciò che non è possibile avere in prestito si richiede direttamente una copia, sul supporto previsto dalla biblioteca che eroga il servizio. Per fare un esempio, un articolo di una rivista lo si può richiedere, sempre attraverso ILL, e fare in modo che l'utente riceva direttamente al suo indirizzo una copia digitalizzata, in formato .pdf. Come si vede, una grande opportunità, per gestire la quale non importa se si è una biblioteca nazionale o una biblioteca di soprintendenza; anzi, questo servizio del prestito interbibliotecario restituisce, nelle statistiche che le biblioteche stilano periodicamente, dei dati in continua crescita, segno che è sempre più apprezzato dagli utenti.

L'aver citato le riviste ci consente qui una precisazione in difesa e a sostegno della nostra piccola Biblioteca "Mario Sarro", giacché sono presenti e consultabili, fotocopiabili e anche riproducibili in formato digitale, ben 167 titoli di riviste, per lo più locali, e non solo gli studiosi sanno bene quale miniera di informazioni rappresentino queste pubblicazioni locali che, proprio perché edite con sforzo enorme da associazioni o comunque da volontari, rimangono in genere all'interno di un territorio circoscritto e possono diventare patrimonio veramente comune solo se in qualche modo si dà conto della loro esistenza attraverso gli ormai consolidati canali informatici.

Da questo punto di vista la Biblioteca "Mario Sarro" è già presente nella rete nazionale SBN (Servizio Bibliotecario Nazionale) sin dal 2009. La sua è ormai una presenza consolidata nel panorama delle biblioteche della regione, dove per la verità, fatta esclusione della Nazionale di Napoli, della Statale di Montevergine, della Provinciale di Salerno, della Provinciale di Avellino, della comunale di Ariano Irpino ed altre (comunque poche) che forse ora ci sfuggono, la maggior parte delle biblioteche ha dimensioni non molto più estese della nostra.

Infine, la biblioteca -qualunque tipo di biblioteca- ha un suo ruolo specifico sul territorio, cioè quello di contribuire a conservare le informazioni e a diffonderle nelle forme e nei modi più vari, ora che la tecnologia informatica ci viene in soccorso. Per fare un esempio la Biblioteca "Mario Sarro" ha già avviato -e in alcuni casi portato felicimente a compimento- contatti con autori ed editori, locali e non, per acquisirne le pubblicazioni, rigorosamente in omaggio, dal momento che il Ministero per i Beni e le Attività Culturali non eroga più fondi neanche per le biblioteche maggiori, figurarsi quindi per quelle più piccole...

Singolari, per il loro più che positivo esito, sono i casi delle riviste «Vicum» e «Aequum tuticum». Della prima la Biblioteca possiede l'intera raccolta grazie alla disponibilità della redazione che l'ha donata e che continua a recare i fascicoli che di volta in volta si pubblicano; la seconda, edita dall'Asssociazione Amici dei musei di Ariano Irpino (un autentico manipolo di eroi), il cui presidente, richiesto di inviarci le copie della rivista, ha risposto immediatamente anticipando che avrebbe al più presto spedito tutto ciò che è stato pubblicato finora. Dal canto nostro, abbiamo già dato in Indice la notizia della rivista, cosa che si farà immediatamente anche per tutti gli altri volumi che si riceveranno.

La scheda biografica su Mario Sarro -che è possibile consultare cliccando qui- l'abbiamo tratta -avendone ottenuta preventiva autorizzazione- dal sito della Biblioteca Statale di Montevergine che tempo fa ne aveva fatto richiesta allo studioso di storia locale Andrea Massaro. La strada che il comune di Avellino ha voluto intitolare a Mario Sarro si trova in Contrada Baccanico ed ha una bella targa in cui sotto il nome di Sarro campeggia in bell'evidenzza la qualifica "bibliotecario" (forse questa è addirittura una novità, che fa onore al comune di Avellino, aver intitolato una strada addirittura ad un bibliotecario...).

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